scuola

Internet e teenagers

“You decide every moment of every day, who you are and what you believe in. You get a second chance every second. Don’t let those chances slip by.”

Noi tutti, nessuno escluso, usiamo male gli strumenti a nostra disposizione e più precisamente Internet. Questo mezzo di comunicazione infatti mette in contatto ogni singolo individuo con un altro che si trova dall’altra parte del mondo e da questo ne si possono trarre solo benefici, oppure no? Bisogna partire dicendo che l’uso che ne facciamo comporta grandi responsabilità, se io assumo un comportamento sbagliato sul web vado a influenzare altre miliardi di persone e questo può portare a far degenerare una situazione nata a causa di un commento immaturo, inutile o privo di verità. Ogni cosa che viene scritta sui social, o più generalmente sul web, rimane per sempre e quindi bisogna anche avere senso critico prima di postare un contenuto in rete, che si tratti di un articolo, una foto, un post o un video. Ogni piattaforma va interpretata come un pozzo senza fondo a mio avviso: qualsiasi contenuto volatile dopo pochi giorni viene risucchiato nelle profondità del web, là dove poi giacciono tutti i nostri vecchi post. Proprio quando magari sei convinto che qualcosa sia finalmente scomparso, magari è nelle mani di milioni di persone che con una semplice ricerca su internet sono riusciti a ripescare le nostre facce o le nostre parole. Gli insulti gratuiti sono un’altra cosa che siamo tutti stanchi di vedere sotto ad una nostra foto, o magari sotto quella di un amico o di un cantante che ci piace. Sono convinta, come tantissime persone che leggo sul web ogni giorno, che le parole feriscono più di qualsiasi altra arma. Se insulti qualcuno inutilmente, non fai altro che andare a creargli un danno permanente che comporterà una conseguente insicurezza nella sua vita di tutti i giorni, ma quello che sono certa siamo tutti curiosi di sapere è: perché loro mi umiliano in mondovisione? La risposta è la più semplice di tutte, ricordate quando poco fa dicevamo che le parole sono la peggiore arma? Ecco, questi ragazzi lo sanno, l’hanno vissuto sulla loro pelle molte volte, quindi di conseguenza hanno chiaro in mente cosa dire per aprire una ferita in un altro essere umano, ma il motivo per cui lo fanno è ancor più banale. Ognuno di questi ragazzi (e di questi tempi mi sento di coinvolgere anche i bambini) cercano la visibilità, il potere e un riconoscimento sociale superiore. Molti a questo punto saranno confusi riguardo a quest’ultimo punto, perché mai un ragazzo avrebbe bisogno di un maggior riconoscimento sociale? Perché in qualsiasi scuola noi ragazzi viviamo in una gerarchia ferrea e sembrerà stupido quello che sto per dire, ma non è altro che la verità. In qualsiasi scuola, persino la più attenta e controllata, c’è questo tipo di gerarchia che sopravvive da secoli: la legge del più forte. Personalmente sono dell’idea che il vero motivo per cui questa gerarchia dal gruppo classe/scuola si trasferisce su internet è molto elementare: creare dolore negli altri senza averne la prova visiva fa sentire l’artefice di queste bravate meno colpevole. Vorrei proprio vedere quanti avrebbero il coraggio di dire tutte quelle cattiverie se avessero davanti le loro vittime innocenti. Probabilmente nessuno. Tutto questo per dire una cosa semplice: chi si aggira sul web al giorno d’oggi cerca attenzioni, pubblico, visibilità e sopratutto accettazione; quello che manca è il buon senso con cui un individuo cerca di ottenere tutto ciò senza ricorrere ad inutili escamotage.

Molti di questi punti ho avuto la fortuna di sentirli ribadire da un professore dell’Università Statale di Milano, il professore Ivano Eberini, che credo vivamente abbia aperto un mondo a tutti noi studenti durante la conferenza tenutasi nel mio Liceo questo Venerdì e che ci tengo a ringraziare per essere venuto.

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